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    La latitudine di posa


    Quando sentiamo parlare di latitudine di posa, ci riferiamo forse a una sorta di latitudine terrestre?
    Assolutamente no! :-)
    In realtà per latitudine di posa intendiamo quella capacità del sensore di una fotocamera di gestire in maniera corretta gli eventuali errori di sovra o sottoesposizione.
    Nei sensori digitali dipende sostanzialmente dalle dimensioni e dalle caratteristiche fotosensibili di ogni elemento.

    Dai sensori del grande formato ai micro-sensori delle compatte, il valore della Latitudine di posa può essere misurato tra 1.5 e 4 stop (o poco più).

    Purtroppo i sensori delle fotocamere, anche quelle più avanzate, non sono in grado di registrare tutta la gamma tonale che l'occhio umano (pari a 21) è in grado di percepire.

    Se osserviamo una foto con un contrasto molto alto, ci accorgiamo  dell'esistenza di parti molto chiare e le parti molto scure PRIVE di dettagli.

    I sensori moderni hanno una latitudine di esposizione simile a quella delle pellicole sensibili e questa è tanto più grande quanto più “qualitativamente importante” è la reflex che stiamo usando.

    Facciamo un esempio: un sensore CCD ci restituirà una foto con maggior contrasto la minore latitudine di posa, mentre un sensore CMOS fornirà una foto con un constrasto più morbido ma con una latitudine maggiore.

    Da considerare sono anche i formati :JPEG, essendo un formato compresso, tende a ridurre gli stop della latitudine di posa

    Come riconoscere la latitudine di posa corretta?

    Come prima cosa è meglio fare una serie di esperimenti su di una scena a forte contrasto

    1. Individuiamo e mettiamo a fuoco l’OGGETTO più CHIARO della scena con una trama  (ovvero non totalmente bianco, linee o quadretti).
    2. Facciamo una misurazione esposimetrica
    3. Impostiamo 200 ISO (dipende dalla macchina)
    4. Segniamo i dati del tempo e del diaframma  

    Ora
    1. Individuiamo e mettiamo a fuoco l’OGGETTO più SCURO della scena (ovvero non totalmente bianco, a linee o quadretti).
    2. Facciamo una misurazione esposimetrica 
    3.  Impostiamo 200 ISO (dipende dalla macchina)
    4. Segniamo i dati del tempo e del diaframma.

    A questo punto confrontiamo i dati.

    Ipotizzando che nel primo caso si è ottenuta una misurazione f/8 – 1/500 e nella seconda f/5.6 – 1/60, avremo una Latitudine di posa della scena (tra luci ed ombre) di 4 stop di cui 3 sui tempi e 1 sul diaframma.

    Concludendo
    Esistono molte condizioni in cui avere delle luci bruciate è importante per la nostra composizione, per sempio scattando con una fonte di luce notturna o volendo rendere il senso del sole accecante.
    La perdita di dettagli è certamente fastidiosa, ma tutto sommato accettabile; l'importante è sapere che ci sono condizioni in cui la gamma dinamica disponibile è più che sufficiente a riprodurre la nostra realtà non oggettiva.


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